Conoscere per cambiare

Sul finire dello scorso millennio vi è stata una grande accelerazione della ricerca scientifica in Medicina, sia in campo farmacologico che tecnologico, che ha portato a un decisivo miglioramento della qualità della Vita e a un notevole allungamento delle aspettative di Vita.

Fino al 1936 molte persone sono morte di broncopolmonite perché non era stata ancora scoperta la Penicillina. Quella stessa Penicillina, inventata poco dopo, oggi non servirebbe a curare nemmeno un mal di gola: noi Uomini abbiamo fatto di quel farmaco un uso smodato e indiscriminato, favorendo le resistenze batteriche e rendendolo perciò inutilizzabile.  

La grande sfida dell’Uomo, del 2000 è, pertanto, di utilizzare in maniera adeguata i progressi della scienza e di assumere un ruolo attivo e responsabile nella gestione della propria salute.

La mia proposta è di rispettare noi stessi ponendo maggiore attenzione alla nostra salute. Essere sani non significa stare “non c’è male”, ma stare bene ed essere attivi ed efficienti. Stare bene significa conoscerci un po’ di più, prenderci cura di noi, amarci e difendere il nostro “patrimonio” fisico, emozionale, mentale e spirituale. Difendere il nostro “patrimonio” significa contattare i nostri Bisogni che sono i nostri Sogni al quadrato. Propongo di pensare alla salute, come ad un Regalo che ci è stato fatto alla nascita ma che dobbiamo custodire con atteggiamento attivo e positivo concentrandoci sulle soluzioni ed evitando un’inutile focalizzazione sugli eventuali problemi.

Propongo di provare a impegnarci sulla Prevenzione che è un modo di vivere meglio. Se lo facciamo con piacere, innalziamo la qualità della nostra Vita (Quando diciamo: “sto meglio”, “sto peggio” ci riferiamo alla qualità della Vita).
Propongo di iniziare a concederci spazi fisici ed interiori, a “staccare la spina” nel corso della giornata: sono sufficienti pochi minuti. Se non lo facciamo prima o poi, quasi sicuramente, andiamo incontro a “grane”.

Immaginiamo di essere delle automobili. Una volta la maggior parte delle macchine aveva motori a trazione posteriore, quindi era “ spinta”. Oggi la maggior parte delle macchine è dotata di motori a trazione anteriore, quindi “tira”.   Prendiamo nelle nostre mani in maniera attiva e responsabile la gestione della nostra persona, della nostra salute, della nostra Vita. Essere responsabili significa soprattutto FARE.

Se, nonostante questo, ci ammaleremo, impareremo a COMBATTERE come dei veri sportivi.
Cercheremo di vivere una Vita il più possibile priva delle limitazioni imposte dalla malattia o da un certo modo di vivere la malattia. Collaboreremo in maniera attiva con i medici e con le persone care, con la certezza che metà della cura è sapere di NON ESSERE SOLI.

Se ci avviciniamo a noi stessi e ci “contattiamo” in questo modo scopriremo che non Possiamo Privarci di questo nuovo modo di stare bene; infatti ci sono cose che, una volta provate, diventano per noi irrinunciabili.

Partiamo insieme alla scoperta del nostro Corpo.
Il Corpo ha un linguaggio Fisico, fatto di atteggiamenti, di movimenti, di espressioni (es. una smorfia, un modo di camminare, di rimanere supino), che tutti siamo in grado di capire e che costituisce un utile mezzo di comunicazione tra le persone.

Esiste un altro linguaggio del Corpo, quello del Benessere o del Malessere fisico, attraverso il quale manda segnali provenienti soprattutto dalFinterno: ciascun organo parla continuamente agli altri con i quali è collegato funzionalmente, stabilendo una complessa rete di trasmissione che è alla base della vita stessa.

Ogni persona è unica e irripetibile perché ha il suo vissuto, il suo stile di vita, le sue aspettative, il suo sistema di valori. Ma ogni persona ha in comune con qualsiasi altra la ricerca del benessere e della salute. Per ottenerli, basterebbero l’attenzione all’alimentazione, l’abolizione dell’abitudine del fumo, la cura estetica della propria persona, avere cura del proprio corpo e della propria mente, il dedicarsi del tempo.

Da ricerche a livello nazionale vengono elaborati dati che indicano, in maniera significativa, che il Cittadino non ritiene essere il Medico l’unico interlocutore col quale portare avanti un discorso di prevenzione. La Medicina si è sempre occupata quasi esclusivamente della malattia privilegiando, spesso, il punto di vista scientifico e tecnico, che vede la persona come un congegno meccanico di cui individuare il guasto. Questo ha sollecitato la comparsa di gruppi e associazioni di solidarietà affettiva e operativa di diabetici, alcoolisti, di malati terminali, di handicappati. La competenza tecnico-scientifica dei Medici non è messa in discussione, ma il Cittadino sente, oggi, sempre più il bisogno di riappropriarsi della capacità e della possibilità di gestire più consapevolmente la propria salute e partecipare attivamente sia al rispetto e al mantenimento della fisiologia, della funzione del proprio corpo, sia alla prevenzione di un possibile ammalarsi o riammalarsi, utilizzando le enormi capacità e possibilità che possiede come patrimonio genetico: sono capacità innate.
Non possiamo adoperare uno strumento se non sappiamo di averlo perché è come non lo avessimo; nè possiamo usare al meglio uno strumento se non conosciamo le sue caratteristiche e tutte le funzioni che possiede.

Difendere il nostro Corpo, dopo averlo Conosciuto e quindi Amato, significa rispettare le sue funzioni e adoperarsi per mantenerle costante- mente efficienti e in perfetto ordine; avere una soddisfacente attività sessuale; esserne “gelosi” e prevenire, col nostro comportamento e con le nostre abitudini di vita, disturbi e malattie.

Ferdinando Regina

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